La storia e le radici rurali della scarpella sannita
Lascarpella di Castelvenere rappresenta un’eccellenza gastronomicalegata a doppio filo alla storia contadina della valle telesina, situata nel cuore pulsante della provincia di Benevento. Questo ricco timballo nasce storicamente come piatto simbolico del periodo di Carnevale o Pasqua, quando le famiglie contadine celebravano l’abbondanza degli ingredienti della dispensa. La ricetta incarna lo spirito della cucina del recupero, trasformando prodotti semplici del territorio come uova fresche, formaggi locali e insaccati in un capolavoro culinario unico.
Un capolavoro di sapori e diffusione territoriale
L’architettura del gusto di questo piatto si basa sul bilanciamento perfetto tra la sapidità della salsiccia stagionata e la delicatezza del primo sale vaccino. Sebbenela vera scarpella di Castelvenere originalemantenga la sua identità nel comune d’origine, varie interpretazioni si sono diffuse in tutti i paesi limitrofi del Sannio. La cottura tradizionale avveniva nei caratteristici fornetti di campagna detti testi, coperti dalla brace calda del camino, regalando al timballo una crosticina dorata davvero inconfondibile.
Curiosità e trucchi per un risultato perfetto
Una delle particolarità più affascinanti riguarda la presenza abbondante delle uova, che colando tra gli strati di pasta creano una consistenza ricca e avvolgente. Per ottenereuna consistenza perfetta del timballo al forno, è fondamentale utilizzare la sugna per ungere la teglia, evitando l’olio d’oliva o il burro. Ricordate inoltre di scolare la pasta nettamente al dente, poiché proseguirà la sua cottura in forno assorbendo il composto cremoso di uova e pecorino stagionato.
Provate la ricetta e lasciate la vostra opinione
Preparare questo primo piatto tradizionale porterà sulla vostra tavola i profumi autentici della domenica campana e della festa in famiglia. Vi invito a sperimentare questa preparazione nella vostra cucina e a condividere il risultato con tutta la nostra community di appassionati gastronomi. Avete già assaggiato la versione originale a Castelvenere o avete apportato qualche modifica personale alla preparazione? Lasciate un commento qui sotto con la vostra recensione e le vostre impressioni sulla ricetta.
Scarpella di Castelvenere: Ricetta Originale del Timballo Sannita
Ingredienti
Attrezzatura
Preparazione
- Lessare la pasta in abbondante acqua poco salata e scolarla molto al dente.
- Versare la pasta calda in una ciotola capiente e condirla subito con l’olio extravergine d’oliva per evitare che si attacchi.
- Tagliare la salsiccia stagionata di maiale e il primo sale vaccino a dadini di circa un centimetro.
- In una terrina a parte sbattere energicamente le uova con sale, pepe nero e metà del pecorino stagionato grattugiato.
- Ungere accuratamente il fondo e le pareti di una teglia da forno utilizzando la sugna.
- Disporre sul fondo della teglia un primo strato uniforme di pasta condita.
- Distribuire sopra la pasta una parte della salsiccia a cubetti, del primo sale e una spolverata di pecorino.
- Ripetere l’operazione creando un secondo strato con la pasta rimanente e il resto del ripieno.
- Versare uniformemente su tutta la superficie le uova sbattute, facendole penetrare tra gli strati di pasta.
- Completare la preparazione spolverando la superficie con il restante pecorino stagionato grattugiato.
- Preriscaldare il forno statico alla temperatura di 180 gradi centigradi.
- Infornare la teglia e cuocere per circa 35 o 40 minuti fino a doratura della superficie.
- Sfornare la scarpella e lasciarla intiepidire per circa 15 minuti prima di servire in tavola.
Note
Varianti: In alternativa alla cottura al forno, la Scarpella può essere cucinata lentamente in una padella antiaderente unta di sugna con coperchio, girandola a metà cottura come una frittata.
Conservazione: Si conserva perfettamente in frigorifero per 2 o 3 giorni all’interno di un contenitore ermetico. È ottima riscaldata in padella o gustata a temperatura ambiente.
Abbinamenti: Si abbina idealmente con un calice diSannio Barbera DOPoSolopaca Rosso, vini capaci di sgrassare il palato.






