Ingredienti
Attrezzatura
Preparazione
Preparazione del soffritto
- Affettare molto sottilmente le cipolle.
- Versare parte dell'olio in una padella e lasciare appassire le cipolle a fuoco dolcissimo fino a renderle tenere e trasparenti.
- Unire i filetti di acciuga e mescolare fino al loro completo scioglimento.
- Aggiungere il prezzemolo tritato finemente e amalgamare il tutto.
Preparazione dello stoccafisso
- Controllare che lo stoccafisso sia perfettamente ammollato.
- Eliminare eventuali spine e residui di pelle.
- Tagliare il pesce in tranci di dimensioni regolari.
- Passare leggermente i pezzi nella farina eliminando quella in eccesso.
Composizione della casseruola
- Disporre i tranci di stoccafisso nella casseruola con la pelle rivolta verso il basso.
- Distribuire uniformemente il soffritto di cipolle e acciughe.
- Cospargere con il Parmigiano Reggiano grattugiato.
- Versare il latte.
- Aggiungere il restante olio extravergine d'oliva.
- Completare con una macinata di pepe nero.
Cottura lenta tradizionale
- Portare delicatamente a sfiorare il bollore.
- Abbassare al minimo la fiamma.
- Lasciare cuocere per circa quattro ore.
- Durante la cottura evitare di mescolare con il cucchiaio.
- Muovere saltuariamente la casseruola con piccoli movimenti circolari per evitare che il fondo si attacchi.
- Terminata la cottura, la salsa dovrà risultare densa, cremosa e perfettamente amalgamata al pesce.
Servizio
- Lasciare riposare per alcuni minuti.
- Servire il baccalà alla Vicentina ben caldo accompagnato da polenta morbida o abbrustolita.
Note
Note, consigli, varianti e conservazione
La ricetta tradizionale vicentina utilizza lo stoccafisso e non il comune baccalà sotto sale.
La lunga cottura è essenziale per ottenere la tipica consistenza cremosa del piatto.
Preparato il giorno prima risulta spesso ancora più saporito.
Si conserva in frigorifero per 2 giorni all'interno di un contenitore ermetico.
È possibile accompagnarlo con polenta bianca oppure con la classica polenta gialla veneta.
Abbinamenti consigliati
Un Soave DOC, un Gambellara DOC o un Vespaiolo di Breganze valorizzano perfettamente la delicatezza del piatto.
